Fuori itinerario
Il
Palazzo Napoli, situato nel centro
storico di Sarno, tra via de Liguori e
piazza Garibaldi, ha origini
antichissime. Sorge nella zona in cui in
età classica vi era un palazzo
eretto da Nerone secondo il Boccaccio o
da Claudio a parere del Pontano.
Nella stessa zona sorgeva più
propriamente la "cavallerizza", legata
alla funzione di sosta lungo la strada
per le Calabrie.
La Domus Imperialis è citata nei documenti sulla cessione della zona ai benedettini nel secolo XI.
Il palazzo fu costruito comunque nel 1513, dopo la congiura dei Baroni che vide tra i protagonisti il conte Coppola, signore di Sarno.
La costruzione proseguì a rilento. Nel secolo XVI fu costruita probabilmente la parte centrale con le finestre del primo piano in forme tardo rinascimentali. Nel 1837, quando fu creata la filanda, il palazzo assunse la funzione di sede della direzione e degli uffici della fabbrica e, più propriamente, di rappresentanza.
Progettista dei lavori di ristrutturazione fu probabilmente Giovanni Verdinois, lo stesso che aveva progettato la filanda. Il progetto infatti rimane funzionale a quello della filanda stessa, cui il palazzo è ora collegato per mezzo del tondo dell'attuale piazza Garibaldi.
Palazzo Napoli, pure noto come palazzo baronale, attualmente è dimora della famiglia Napoli e solo fino a poco tempo fa è stato abitato dalla signora Teresa Negri, moglie dell'ex podestà di Sarno. Il palazzo ha un aspetto di austero e dignitoso edificio ottocentesco, di buone proporzioni e di grandi dimensioni, tipico nei suoi caldi toni di colore rosso mattone ed ocra.
Dopo il 1860 il palazzo passò insieme alla fabbrica alla famiglia d' Andrea.
La tipologia architettonica è a corte, con pianta regolare a "c". Due lati corrono lungo la piazza del mercato, mentre quello più lungo è arretrato rispetto alla strada e racchiude l'ingresso al palazzo.
L'edificio si articola su due livelli, collegati verticalmente da una scala centrale, con la parte padrona-le al primo e quella per la servitù al secondo piano. Una teoria di apertura,con stucchi molto regolari e semplici, disegna l'austera facciata del palazzo.
L'ingresso, costituito da due piccoli portoncini, è anch' esso molto regolare nelle forme ed è caratterizzato da una bellissima copertura di ferro e vetro di gusto Liberty. Si tratta di un'elegante pensilina, di forme umbertine,situata nell'atrio principale e proveniente dall'albergo Vesuvio di Napoli, dal quale è stata tolta durante i lavori di ammodernamento fatti prima della seconda guerra mondiale.
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