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Sant'Egidio del Monte Albino

La XVIII edizione di Monumenti Porte Aperte non vedrà la presenza di guide nel comune di Sant'Egidio del Monte Albino a causa dei lavori di restauro che interessano alcuni monumenti. L'appuntamento con le bellezze di questa bella cittadina è solo rimandato!


Chi visita la prima volta questo antico paese crederà di essersi imbattuto in un posto in cui il tempo si è fermato. Il profumo dei fior d’arancio e dei gelsomini, la lussuriosa e verdeggiante vegetazione del monte Chiunzi che fa capolino sui tetti delle case a ridosso dei cortili, il clima fresco e l’aria pulita, la quiete e la tranquillità fanno da cornice ad un borgo che riserva mille sorprese agli amanti della storia edell’arte. 
Una «bussola» per orientarsi durante la visita può essere quanto mai utile. La prima tappa obbligatoria è alla millenaria abbazia di Santa Maria Maddalena in Armillis. L’abbazia è un vero scrigno d’arte e di storia. Sorge, infatti, su una villa romana di età tardo repubblicana, all’interno della quale fu ricavato un luogo di culto da parte di una piccola comunità di benedettini. In questo primo luogo si conserva un raro affresco del 1200 che raffigura il miracolo di Sant’Egidio e la cerva. Più tardi, intorno all’anno 1000, fu edificato il monastero dedicato a Sant’Egidio e a Santa Maria Maddalena. Di questo monastero esiste ancora un grande affresco del 1300, in cui sono raffigurati la Maddalena e la Crocifissione, opera da attribuire alla scuola oderisiana. L’attuale abbazia, sorta a partire dal 1506 sulle rovine del monastero, ospita un’impressionante serie di opere d’arte.
Oltre agli affreschi appena citati e a quelli presenti sulla grandiosa facciata principale, all’interno del tempio colpisce subito il polittico del 1543 con le sue nove tavole dietro l’altare maggiore, attribuito a vari autori, tra cui Pietro Negroni e Marco Pino da Siena. Nella navata laterale destra, invece, da ammirare vi sono: l’altare di San Nicola, disegnato da Francesco Solimena e adornato con un quadro di D'Amato; il quadro delle anime purganti del 1671 di Angelo Solimena e quello dei SS Cosma e Damiano di Aniello De Tommaso (scuola Solimena). Nella navata laterale sinistra, il visitatore potrà ammirare: il quadro della Madonna del Rosario di Luca Giordano; la tela della Madonna che allatta il Bambino di Nicola Malinconico, allievo del Giordano, e quella della Deposizione del 1821 di Tommaso De Vivo. Nella sagrestia, infine, da ammirare sono un affresco dell’VIII sec. d.C. e una pala lignea con la Madonna in trono del 1400.

Per gli amanti della storia e della natura si consiglia una salubre passeggiata per il borgo di Sant’Egidio del Montelabino. Ci si può fermare in questo comune appollaiato sulle pendici della montagna, sia per visitare l’elegante chiesa di Santa Maria delle Grazie sia per entrare nei palazzi e nei cortili del centro storico: nel cortile Spagnuolo del 1500, nell'imponente palazzo abbaziale, in quello dei Ferrajoli della Fontana e in quello dei Ferrajoli della Cappella con il suo bellissimo patio del 1700.

Oltre alla visita alla villa romana sotto l'abbazia, è d'obbligo quella alla vasca Helvius in piazza Ferrajoli: una fonte d'età augustea con raffigurazioni sul bordo del Dio Sarno, esempio unico di vasca del periodo, non rinvenibile né a Pompei né a Ercolano. Da non perdere, poi, in via Mandrino il suggestivo acquedotto romano, ancora funzionante dopo duemila anni.
Infine, un salto alla stele adrianea di Pomponia Tiche, tomba di una fanciulla del I sec. d.C., prematuramente morta all'età di 19 anni, attualmente posta in via Falcone.

Per approfondire:

La scheda Sant'Egidio su Wikipedia

Nocera de' Pagani su Wikipedia

 

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