Sito lungo il fianco occidentale della collina del Parco, il convento delle suore Domenicane di clausura fu costruito in un luogo isolato rispetto al centro cittadino.
Fu istituito nel 1282 da Pietro, vescovo di Capaccio e consigliere di Carlo II.
Si conservano ancora intatte le alte mura che in maniera caratteristica chiudevano i giardini e gli edifici della grande insula ecclesiastica. Si accede al complesso da una breve stradina in salita che conserva l'antico basolato. Il portone, sulla sinistra Il convento presto si arricchì di tesori materiali ed artistici. I sovrani angioini e le famiglie nobili napoletane vi monacavano le figlie.
Le imponenti dimensioni del convento mostrano le tracce di una lunga serie di trasformazioni. Le più importanti furono quelle del 1685-1686, dovute ai guasti del tempo e dei terremoti. Delle originarie forme gotiche restano tracce in strutture murarie esterne nel cortile d'accesso; in alcuni settori del Convento e nel portale d'ingresso alla Chiesa. I nocerini, invece, vi portavano i figli indesiderati (la ruota degli esposti è ancora presente). Nella chiesa sono presenti tre grandi tele opera di tutta la famiglia Solimena: Angelo, Francesco e Orazio. Altrettanto interessanti sono una Annunciazione trecentesca affrescata nella sacrestia, gli affreschi della fine del '300 e primo '400 (trovati per caso da una monaca), presenti in una stanzetta attigua alla chiesa, e nel vano della ruota degli esposti. E' presente anche una lunetta di Andrea Sabatini del primo '500 sull'ingresso del monastero, che completa un ciclo pittorico che coinvolge tutti i secoli.
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