Fuori itinerario per restauro
Il complesso conventuale posto a mezza costa della collina del parco, si trova in via Solimena tra l'ex-giardino del palazzo ducale (oggi villa comunale) e il monastero di Sant'Anna.
La chiesa di San Giovanni esisteva già nel 955) e venne in possesso dei Benedettini Verginiani, l'ordine del santuario di Montevergine fondato, presso Avellino, nel XII secolo.
Nel Medioevo è attestata la presenza presso di esso di un Ospedale dei Poveri. Nel 1716 divenne abbazia dipendente da Montevergine.
Tra il 1740 ed il 1759 fu completamente rifatto da Monsignor Nicola Letizia, già abate di Montevergine, che completò il chiostro dopo lo sbancamento del fianco occidentale della collina del Parco.
Dopo le alienazioni di primo Ottocento (soppressione dei monasteri del 1807), fu acquistato da Costantino Amato, padre del letterato Saverio Costantino, che vi ospitò nel 1815 Murat fuggiasco. Con il tempo subì danni e manomissioni.
La scenografica scala che collega la strada con il complesso oggi è quasi completamente obliterata dagli edifici moderni; della chiesa, dopo il crollo della facciata e della navata, si conserva solo la parte presbiteriale con i resti di un significativo pavimento di maiolica settecentesca a grande disegno in cui sono da osservare due coretti in legno dorato e un affresco nella volta raffigurante la Visione di San Guglielmo.
E' interessato da un'ampia opera di restauro che lo trasformerà in un laboratorio musicale con annesso museo.
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