La costruzione del convento noto anche come "San Francesco al Campo" risale al secolo XVI. Appena varcata la soglia del portale d'ingresso, dove si può notare la data del 1706, spicca la grave e solenne fuga del porticato del chiostro, dai massicci pilastri, dalle ampie arcate e dalle alte volte incrociate, affrescate da decorazioni barocche di ottimo gusto.
La chiesa presenta una sola navata ampia ed armoniosa con una cappella laterale profonda.
Misura in lunghezza mt. 40, in larghezza mt. 15 e in altezza mt. 14.80, mentre la sua pianta occupa una superficie di mq. 600.
Tre quadri rappresentano i momenti salienti della vita di S. Francesco. L'abside, coperta a volta reale, fonde in una mirabile sintesi l'arte moderna e la classica con la La Gloria dell'Immacolata del soffitto e La Gloria di San Francesco.
Notevoli sono il portale di linea barocca ma di equilibrio ancora classico e gli altari settecenteschi. Inoltre, nel soffitto vi sono quadri e sculture lignee.
Il
chiostro, di forma rettangolare, misura
mt. 20 per 17, è alto mt. 7 e comprende
340 mq.
La ricchezza e l'armonia dei simboli,
delle figure, dei medaglioni, del
fiorame e delle cornici lo rendono una
costruzione davvero mirabile. Sotto i
quadri, che si allineano sulle pareti,
in corrispondenza degli archi, sono
riprodotte le insegne araldiche delle
famiglie illustri nocerine che fecero
eseguire a loro spese i mirabili
affreschi per manifestare la loro
devozione a San Francesco e alla sua
gente poverella.
Gli affreschi del chiostro sono attribuiti a Francesco Solimena, anche se spesso tale paternità viene messa in dubbio o addirittura negata, soprattutto da chi li attribuisce a Michele Ricciardi.
Al di sotto del giardino del Convento sono conservati i resti dell'anfiteatro di Nuceria Alfaterna.
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