Fuori itinerario
Cava è una città che non ha bisogno di presentazioni. I portici, le tradizioni, la Badia sono patrimoni d'arte noti a livello internazionale.
Ma questa guida si occupa di un monumento meno noto della città.
La chiesetta medievale di Santa Maria al Toro, costruita
nella propagine della vallata metelliana che guarda verso l’Agro nocerino, è
stata la prima parrocchia della città. Edificata intorno all’anno mille, è stata
completamente ristrutturata nel 1928 (perdendo parte del suo fascino antico),
lavori resi necessari dal crollo di una delle tre navate. Dal restauro, che
comportò lo spostamento dell’altare e quindi dell’orientamento della parrocchia,
si è salvato un solo fregio marmoreo gotico, oggi sull’ingresso della sacrestia.
L’abbandono della struttura cominciò nel XVI secolo, quando nella frazione
Annunziata fu realizzata l’omonima chiesa,
più grande e centrale rispetto all’abitato. Eppure Santa Maria al Toro era stata
per secoli una delle chiese principali della città, dove le comunità contadine
si riunivano scatenandosi nelle feste a base di tammorriate e tarantelle, in
occasione soprattutto del «gioco dei colombi». Il gioco e il percorso delle
torri, che saranno proposti ai visitatori che vorranno arrampicarsi fino alle
alte colline, rappresentano la parte più suggestiva della tappa cavese. Il
«gioco» ha origini
altomedievali. Furono i longobardi di Salerno, nell’ottavo-nono secolo, ad
addentrarsi nelle colline della futura città della Cava, per cacciare i colombi
migratori che dal nord migravano ad inizio autunno verso sud. Appostati su
alcune torrette di legno, i signori di Salerno avvistavano gli stormi e li
indirizzavano verso terra con dei sassi bianchi. Pensando che fossero altri
colombi, gli uccelli li inseguivano e perdevano quota. Appena a portata di tiro,
i cacciatori scioglievano le reti appoggiate sugli alberi e le facevano cadere
sulle prede. Intorno al 1500 la passione per la caccia aveva conquistato la
maggior parte delle famiglie cavensi, tanto che si cominciarono a sostituire le
strutture lignee con torrette in muratura. Ogni famiglia edificava la sua. I
dibattiti e le contese sul gioco e sul numero di prede catturate diventavano
argomento di discussione per tutta la settimana.
Per approfondire: