La storia di Castel San Giorgio comincia come determinazione topografica nel periodo longobardo, ma il toponimo comparve dopo la costruzione dell’acquedotto Augusteo, come luogo di espurgo delle acque, che poi scomparve e venne realizzata l’antica “Cisterna”, ove il fiume Saltero riversava le sue acque che i cittadini attingevano.
Tuttavia il suo territorio fu frequentato anche in precedenza, da Etruschi, popolazioni locali, Sanniti.
Vi passò Annibale per raggiungere e porre d'assedio Nuceria (secondo una tradizione, passo dell'orco prese tale nome proprio a causa del generale cartaginese).
I Longobardi diffusero con ardore il culto di San Giorgio (Santo guerriero che lotta con il suo focoso cavallo bianco con mantello rosso, simbolo del sangue dei martiri cristiani).
I principi di Salerno erano soliti recarsi sul castello di San Giorgio per trascorrere piacevoli giorni. In San Giorgio furono presi gli accordi della congiura dei baroni contro il re di Napoli.
Non ebbe mai un unico signore /padrone, dato che il suo territorio, considerato fondamentale via di transito, fu diviso fra tanti proprietari.
Divenne Comune autonomo il 26 gennaio del 1810 con lo smembramento dello Stato dei Sanseverino.
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