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27/06/2008
UNA FIRMA PER SALVARE L'ISTITUTO ITALIANO PER L'AFRICA E L'ORIENTE

Un decreto recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri prospetta la possibilità di abolire l'Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (IsIAO). La comunità scientifica internazionale è fortemente preoccupata circa questo rischio, che provocherebbe la possibile interruzione della straordinaria tradizione di Studi Africani ed Orientali rappresentata dall'IsIAO,  successore dell'Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (IsMEO) e dell'Istituto Italo-Africano (IIA).

Come può la cultura italiana permettersi di rinunciare a questo prestigioso istituto attivo ed impegnato da cento anni, attivo per il patrimonio storico ed archeologico di paesi come: Afghanistan, Cina, Egitto, Eritrea, Etiopia, Giordania, Indonesia, Iraq, Iran, Kazakistan, Mali, Nepal, Oman, Pakistan, Sudan, Tadjikistan, Tailandia, Tunisia, Turchi, Turkmenistan, Uzbekistan, Vietnam e Yemen e attivo nel campo della divulgazione scientifica con riviste come:  «Serie Orientale Roma», «Reports and Memoirs», «Restorations».

Si chiede, quindi, al presidente, nel suo ruolo di garante della Costituzione, di salvare l'Istituto (ambasciatore della cultura Italiana nel mondo), in nome del ruolo che la Carta assegna alla cultura nel nostro Paese.

 

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